Adolescenza e sessualità

23 Adolescenza e sessualità Il bisogno di socializzazione si manifesta con grande intensità durante l’adolescenza e le relazioni con il gruppo dei coetanei diventano di fondamentale importanza per la crescita interiore e sociale dell’adolescente.
All’interno del gruppo nascono amicizie, i ragazzi fra loro si aiutano, si sostengono, si confrontano durante i vari momenti d’incontro. Con l’inizio della pubertà e durante l’adolescenza i ragazzi e le ragazze iniziano a notarsi reciprocamente ed in modo nuovo e molto significativo è il modo in cui gli adolescenti si aiutano l’un l’altro per agevolare l’incontro con l’altro sesso.
In generale il cammino affettivo-sentimentale dell’adolescente è molto simile per tutti i ragazzi indipendentemente dalla loro estrazione sociale.
Nella gerarchia dei valori dei giovani italiani, affettività e amore sono collocati ai primi posti, dopo la famiglia e prima dell’amicizia e comunque nella ristretta cerchia delle cose che contano di più nella vita.
Non stupisce quindi l’importanza che la maggioranza degli adolescenti attribuisce al fatto di avere un ragazzo o una ragazza. Lo stare in coppia risponde all’esigenza che il giovane ha di soddisfare i suoi bisogni affettivi come ad esempio quello di essere appoggiato; il “fidanzatino” o la “fidanzatina” vengono visti dall’adolescente come un “appiglio” a cui aggrapparsi che permette di sperimentare un nuovo tipo di rapporto affettivo, diverso da quello esistente con i genitori e dal quale gli adolescenti cercano di staccarsi.
Il partner diviene quindi la persona che permette la realizzazione del sé, l’aumento dell’autostima personale e la parziale risoluzione delle inquietudini adolescenziali.
Per quanto riguarda invece i bisogni di tipo sessuale, solitamente sono secondari e si trovano spesso associati ad altre esigenze, confermando che gli adolescenti, di norma, scindono l’affettività dalla sessualità; infatti, tra gli aspetti ritenuti rilevanti in un rapporto sentimentale ed affettivo, gli adolescenti danno importanza alla sincerità e all’affettuosità, aspetti che esprimono ancora una volta il forte bisogno di rassicurazione di ogni ragazzo.
L’interesse per le persone dell’altro sesso si manifesta all’interno del contesto culturale in cui l’adolescente è inserito, è quindi immaginabile che ragazze e ragazzi scelgano come partner adolescenti appartenenti allo stesso gruppo o comunque alla stessa classe sociale (anche perché com’è già affermato precedentemente, si tratta di gruppi estremamente classisti, selettivi e chiusi).
Le influenze del gruppo dei pari ed i modelli sessuali da esso proposti, incidono in maniera significativa sul modo di concepire l’affettività e le relazioni in genere con l’altro sesso .
All’interno dei gruppi gli adolescenti discutono e si confrontano molto spesso sui comportamenti sessuali nonostante poi la maggior parte di loro sia convinta che la condotta sessuale riguardi la morale privata. Tendenzialmente gli adolescenti non esprimono giudizi troppo assoluti su ciò che è giusto o sbagliato fare riguardo alla sessualità e questo tipo di mentalità non giudicante a volte porta ad una maggiore precocità nei rapporti sessuali.
Se si analizzano le dinamiche relazionali e la sessualità degli adolescenti appare evidente che esistono profonde differenze fra maschi e femmine : differenze che riguardano il modo in cui i ragazzi e le ragazze stabiliscono relazioni profonde, sia di tipo affettivo- sentimentale, sia di tipo sessuale. Si può quindi affermare che esistono modi tipicamente femminili e modi tipicamente maschili di instaurare rapporti eterosessuali, poiché lo sviluppo psicosessuale e l’elaborazione dell’identità di genere seguono percorsi differenti per i due sessi. Ad esercitare però l’influenza maggiore non sono tanto le differenze in sé, quanto i significati personali e sociali attribuiti a tali differenze . Sono le dinamiche di socializzazione familiare, le pressioni sociali (particolarmente presenti nella classe medio alta)e le pressioni esercitate dal gruppo dei pari, a definire gli standard e gli stereotipi che rendono “accettabile” o “deprecabile” un determinato comportamento sessuale (se ad esempio nel gruppo dei pari la maggior parte dei ragazzi ha avuto la prima esperienza sessuale con prostitute, questo tipo di condotta sessuale sarà considerata accettabile dai membri del gruppo).
I ragazzi dimostrano di essere influenzati da alcuni stereotipi legati al ruolo maschile come l’idea che l’uomo “vero” sia forte, non mostri emozioni e sia aggressivo e che la sessualità maschile sia dirompente, aggressiva e predatrice.
I dialoghi che i maschi intrattengono con gli amici rispetto alla sessualità consistono nel raccontare le proprie avventure piuttosto che esprimere i propri dubbi e le proprie incertezze, evidenziando una certa reticenza ed imbarazzo a confrontarsi con la propria sessualità. Gli adolescenti di sesso maschile ricercano meno informazioni in proposito, il modello dominate è quello di arrangiarsi da soli, faticosamente, attraverso letture, sentito dire nel gruppo ed esperienze di amici.
La preoccupazione più grande per i ragazzi è quella di non sentirsi diversi dagli altri, di essere normali, proprio per attestare la propria normalità le prime esperienze dei ragazzi solitamente sono con partner occasionali, più adulte ed esperte, a volte anche prostitute, che possono aiutarli a fugare le paure riguardanti la loro inadeguatezza o incapacità.
Per le femmine invece il debutto alla vita sessuale risulta essere un passaggio cruciale che ha riflessi sulla percezione di sé, sui rapporti con il proprio gruppo di amici e in senso più ampio, nel modo in cui esse si rapportano con la società. I vissuti psicologici che accompagnano l’attività sessuale delle femmine sono caratterizzati da una profonda ambivalenza: le ragazze che hanno già avuto rapporti sessuali riferiscono una maggiore stima di sé e un maggior senso di efficacia personale rispetto alle coetanee, ma anche maggiori sentimenti depressivi e maggiore stress; le ragazze hanno una vita sessuale meno promiscua ed investono maggiormente nel rapporto di coppia sia sul piano emotivo, che su quello della progettualità futura.

Un’altra differenza importante tra i due sessi si riscontra a proposito del tipo di relazione con il primo partner sessuale: nonostante più della metà degli adolescenti abbia avuto il primo rapporto all’interno di una relazione consolidata o all’interno di un’amicizia profonda, una percentuale piuttosto elevata ha iniziato l’attività sessuale al di fuori di una relazione affettiva, ossia con un partner conosciuto superficialmente o conosciuto in un incontro occasionale.
A tal proposito, le femmine hanno avuto il primo rapporto sessuale all’interno di una relazione consolidata in percentuale quasi doppia rispetto ai maschi.

Per ciò che riguarda la contraccezione, si può rilevare che gli adolescenti, in generale, sono decisamente favorevoli ad usare precauzioni e ritengono di aver ricevuto a questo proposito un numero sufficiente di informazioni.
Le conoscenze sui vari metodi contraccettivi aumentano con l’età e sono più accurate presso le ragazze che nei ragazzi, ed in generale presso gli adolescenti con livelli di istruzione più elevati e di classe sociale più alta.
Tuttavia la percentuale di adolescenti che non ricorre all’uso di qualche metodo contraccettivo la prima volta è abbastanza alta, così come è alta la percentuale di coloro che non ricorrono sistematicamente alla contraccezione in seguito. A ciò contribuiscono alcuni fattori culturali specifici, come ad esempio la convinzione della scarsa piacevolezza del rapporto sessuale con il profilattico o un certo imbarazzo nel suo acquisto: alla luce di tali considerazioni, è facile comprendere come mai la conseguenza dell’aumentato numero di adolescenti sessualmente attivi sia la causa della maggior diffusione di malattie trasmesse per via sessuale.